Testimonianze

Non ricordo esattamente quando ascoltai per la prima volta il programma in italiano della Deutschlandfunk; credo, comunque, che sia stato verso l'inizio del 1986, quando scoprivo per la prima volta l'esistenza di innumerevoli programmi radiofonici in italiano provenienti dall'estero.
E' difficile ricostruire oggi i motivi che mi spinsero a privilegiare, tra tanti, l'ascolto del programma di Colonia: probabilmente mi divertivo a confrontare "La Germania vi parla" (così, ora ricordo, si chiamava il programma); a confrontarlo, dicevo, con la trasmissione anch'essa in italiano di Radio Berlino internazionale - La Voce della Repubblica Democratica Tedesca.
Sono passati poco più di dieci anni, ma è già un'altra epoca; il muro, che si sbriciolò di li a poco trascinando nella sua rovina anche l'emittente berlinese, era ancora il simbolo di una divisione che sembrava eterna. E quelle voci, che cercavo ansiosamente con la radiolina tascabile nelle ore notturne, mi portavano oltre le barriere create (chissà perché?) dagli uomini.
In quel periodo avevo già riconosciuto ed apprezzato l'inconfondibile stile, che separa le notizie dai commenti in modo davvero chiaro ed utile per l'ascoltatore, ed infine presi contatto con la redazione del programma. Credo che l'attenzione prestata ad ogni singola lettera ricevuta dagli ascoltatori, anche quella apparentemente più insignificante, l'intelligenza ed il calore delle risposte, la disponibilità a soddisfare ogni richiesta di materiale illustrativo siano sempre stati un punto di riferimento per ogni ascoltatore, e forse anche per le altre emittenti.
Sono stato molto felice di aver realizzato qualche programma sul radioascolto per il mio amico Nazario Salvatori, e di aver potuto corrispondere a lungo con alcuni dei redattori (Luciano, Annamaria, Giovanna, Isabella, sono solo alcuni dei nomi che mi vengono in mente ora), e di aver continuato a seguire lo stesso ottimo programma anche quando la redazione fu trasferita dalla DLF alla Deutsche Welle.

Ora qualcuno (forse qualche burocrate che non accende mai la radio?) ha deciso che tutto ciò non importa più, conta solo la TV via satellite, il resto era solo uno scherzo. Grazie lo stesso, amici di "Germania sera": tutto ciò che ci avete dato in questi anni, per noi era una cosa molto seria.

Paolo Morandotti, Milano

 

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